Offro interpretazione evoluta della normativa del lavoro e nel rispetto del CCNL, orientata alla prevenzione dei rischi e al supporto delle scelte organizzative più complesse.
Ma qual è la differenza tra advisory e consulente?
La figura dell’advisor si distingue dalla consulenza tradizionale soprattutto per modalità di ingaggio, profondità del rapporto e continuità dell’intervento. Tuttavia, quando si parla di consulenza strategica del lavoro, il ruolo del consulente si fonde pienamente a quello di un advisor.
In qualità di consulente strategico del lavoro, non mi limito a fornire soluzioni tecniche o risposte puntuali: affianco l’imprenditore in maniera strategica e continuativa, supportandolo nei processi decisionali, nell’analisi delle alternative e nella definizione delle scelte di medio-lungo periodo.
Non sono un mero esecutore né un fornitore occasionale di pareri, ma un interlocutore stabile, capace di offrire una visione esterna, indipendente e orientata al valore. Il mio intervento si sviluppa nel tempo, basandosi su un dialogo costante e sulla comprensione profonda del contesto aziendale.
Per me, la consulenza strategica così intesa supera il modello tradizionale “a progetto” e assume tutte le caratteristiche tipiche dell’advisory: fiducia reciproca, continuità, coinvolgimento nelle decisioni e supporto trasversale all’imprenditore.